CHIUDIAMO LA CHIAMATA

Pubblicato: 28 settembre 2017 in Giorno per Giorno

BORDERMINDPROJECT#4 “Quali conflitti genera il conflitto?”

Lunedì 2 e Martedì 3 Ottobre

conosceremo gli attori e le attrici selezionati

il tutto avverrà nel Centro Culturale Dar Al Hikma di Torino

TANTA MERDA A TUTTI!

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BORDERMINDPROJECT#4

Pubblicato: 18 settembre 2017 in Pagine Utili, Sul progetto

/ Quali conflitti genera il conflitto? \

La quarta tappa del progetto prevede una serie di mini-residenze in collaborazione con centri di produzione culturale e teatrale palestinesi e un gruppo di giovani del campo profughi di Qalandia. Condurremo dei laboratori teatrali destinati a giovani palestinesi, ai quali parteciperanno due attori selezionati in Italia dalla compagnia. Il lavoro ruoterà intorno al tema: “Quali conflitti genera il conflitto?” Siamo interessati a sviluppare una ricerca intorno alle conseguenze positive e negative che qualsiasi conflitto – inteso nella più larga accezione del termine – possa generare a livello individuale e sociale.

Il conflitto, dal latino conflictusus «urto, scontro», der. di confligĕre «confliggere oltre a essere inteso come combattimento, guerra, scontro di eserciti può essere urto, contrasto, opposizione o ancora la relazione antagonistica fra soggetti individuali o collettivi in competizione fra loro per il possesso, l’uso o il godimento di beni scarsamente disponibili, ma anche quello che si sviluppa riguardo all’appropriazione e al controllo dei mezzi di produzione sociale, mentre se ci dirigiamo verso la persona diventa stato di tensione e di squilibrio in cui l’individuo viene a trovarsi quando è sottoposto alla pressione di tendenze, bisogni e motivazioni fra loro contrastanti.

Non ci interessa il conflitto in quanto tale o le motivazioni per il quale si è ingenerato, vogliamo piuttosto concentrarci sulle conseguenze che esso produce sulla persona, sui gruppi e sull’ambiente.

***

mani contro mani
nell’adrenalina del palato
che sale tra le fiamme fuori mentre tutto brucia dentro
nel conflitto senza ragioni

con te e senza di te
nell’ultima parola
che abbraccia lo sguardo che si perde
nel conflitto di bocche esauste

madri e padri di sorelle e fratelli
di figli e nipoti di nonni
di famiglie che nuotano nel mare senz’acqua
dei conflitti di sangue

ordine e progresso
fatalità e potere
nella felicità di una vita senza freni
dei conflitti di interesse

Paura e rivoluzione
vitalità e sottomissione
sagacia e trasfigurazione
nelle conseguenze di una nazione

***

In Palestina la popolazione vive sotto il pesante e pressante stato di occupazione e in mezzo a un conflitto che dura da settant’anni producendo in maniera costante le più disparate conseguenze. Le possibilità di crescita e formazione sono decisamente ridotte e la situazione è ancor più grave per i ragazzi che vivono nei campi profughi. La compagnia utilizza il teatro come forma di crescita, scambio e comunicazione, con l’obiettivo di coinvolgere, oltre ai partecipanti all’esperienza teatrale, anche la comunità in cui si realizza. Le mini-residenze verranno affiancate dall’incontro con famiglie, centri di aggregazione e teatri all’interno dei campi profughi. Quali significati vengono dati alla parola “conflitto” e quali sono le differenze di percezione tra le diverse generazioni?

Fin dall’origine del progetto uno degli obiettivi che la compagnia ha sempre ritenuto fondamentale è stato il restituire in differenti forme artistiche, al ritorno in Italia, il valore dell’esperienza vissuta. Nelle prime due parti del progetto abbiamo affrontato il tema della separazione realizzando uno spettacolo di teatro-danza (bordermindproject#1#2) e un cortometraggio (Per non perdermi). La terza parte ha prodotto un documentario (bordermindproject#3) che racconta la Palestina attraverso l’esperienza e gli incontri teatrali. bordermindproject#4 ci permetterà di raccogliere “materiali” utili che serviranno come base di partenza per la costruzione di uno spettacolo-studio attorno al tema del conflitto.

***

Goccia dopo goccia
di una goccia che trabocca
come goccia
in un vaso dove amore
si confonde con pudore
e trabocca nell’odore
si trasforma in un sapore
che trabocca come goccia
dentro un mare
di parole che fan male
senza mare che le tenga
tra le onde evaporando
si confonde con il cielo
mentre il vento le riporta
come goccia che ricade
sopra un mondo di rancore
come goccia che trasporta
con sudore un messaggio
di speranza col sorriso delicato
di un bambino appena nato
come goccia di passione
delicata concessione
di un momento spensierato
con la goccia che si abbraccia
la ragazza che cammina
sollevando la rugiada
di una goccia
che sparisce nella terra
che sancisce la rinascita
di un fiore che colora
con ardore il grigiore di una vita
di una lacrima rubata che scende
come goccia
che non perde il sentimento
ma si mischia al cambiamento
generando dimensioni
solitarie confessioni
come goccia resistente
di una goccia che non si pente
d’esser goccia e ammirare
la natura d’esser goccia
di cadere e farsi male
ma sapere ritornare
sotto forma di vapore
che sa perdersi e svanire
per potersi ritrovare

***

Marco Monfredini

UDITE UDITE

Pubblicato: 15 settembre 2017 in Giorno per Giorno, Pagine Utili

BORDERMINDPROJECT#4

CERCHIAMO un ATTORE e un’ATTRICE

con propensione al lavoro fisico

e un INTERPRETE ARABO-ITALIANO e viceversa

 

per la continuazione di BORDERMINDPROJECT, un progetto teatrale portato avanti dal 2012 nei Territori Occupati Palestinesi, che sfocerà nella realizzazione di una nuova produzione della compagnia sul tema QUALI CONFLITTI GENERA IL CONFLITTO?”

COSA E PERCHE’

Il regista Marco Monfredini proporrà agli artisti selezionati alcune sessioni di lavoro con giovani palestinesi attraverso dei workshop organizzati con realtà culturali locali. Gli artisti italiani selezionati parteciperanno a tutti gli incontri di lavoro e alle esperienze umane e professionali previste dal progetto con la finalità di raccogliere “materiale artistico” per la nuova produzione. Il traduttore parteciperà attivamente fungendo da interprete all’interno del lavoro teatrale e durante tutti gli incontri.

QUANDO E COME

Territori Occupati Palestinesi (per gli attori e l’interprete)

La residenza in Palestina sarà dal 4 al 22 Novembre 2017

Periodo di prove in Italia (per gli attori)

10 giorni di prove a dicembre rientrati dalla residenza

20-30 giorni di prove tra metà gennaio e marzo 2018

SI OFFRE

Residenza in Palestina (per gli attori e l’interprete)

Voli aerei – Spostamenti interni – Vitto – Alloggio in appartamento comune

Prove in Italia (per gli attori)

Retribuzione per il periodo di prove

COSA RICHIEDIAMO

Disponibilità per 3-4 incontri preliminari di lavoro tra il regista e le persone selezionate tra la metà di ottobre e inizio novembre.

Spirito di adattamento, minima conoscenza della situazione storica-politica del Paese, conoscenza della lingua inglese, capacità di lavorare in gruppo, propositività e umiltà nel lavoro.

Si sottolinea che bordermindproject sin dalla sua nascita prende spunto dal contesto socio-politico-culturale del Paese in cui viene realizzato e abbraccia la filosofia della compagnia Anticamera, di teatro inteso come Esperienza.

Si chiede la partecipazione a persone che abbiano interessi oltre alla propria professione artistica, che siano curiose e aperte e che intendano il teatro come luogo di sperimentazione e scoperta; a persone che siano motivate a confrontarsi con culture diverse, che siano interessate a scoprire qualcosa del paese in cui si svolgerà il lavoro, che abbiano un carattere forte e adattabile a eventuali situazioni di difficoltà di qualsiasi tipo.

PER CANDIDARSI

Occorre mandare via mail ad anticamerateatro@yahoo.it il proprio curriculum e una lettera il più possibile esplicativa delle motivazioni e dell’interesse a partecipare al progetto entro il 27 settembre 2017, con del materiale video che evidenzi il proprio lavoro artistico.

Le richieste pervenute verranno valutate e saranno scelte le persone che più si avvicineranno alle caratteristiche necessarie al progetto, che riceveranno la convocazione ad un incontro per il quale sarà richiesto di “portare” nella forma che si riterrà più opportuna, qualsiasi cosa racconti al meglio il proprio stile artistico, la propria competenza professionale, i propri interessi e la propria sensibilità.

Dopo gli incontri verranno comunicate le persone che parteciperanno al progetto.

L’esito finale delle valutazioni avverrà entro la prima settimana di ottobre.

GUARDA

CANALE VIMEO PROGETTO

CANALE YOU TUBE PROGETTO

 

FINALMENTE!

Il documentario BORDERMINDPROJECT#3 | Nuove transizioni nei Territori Occupati Palestinesi
è pronto!

Un racconto tra immagini, parole e performance basato sull’esperienza teatrale di Anticamera Teatro nei campi profughi e nei centri culturali palestinesi e realizzato con il contributo di tutte le persone che abbiamo incontrato.

Lo presenteremo prossimamente ad alcuni concorsi, ma chi fosse interessato a saperne di più o a organizzare una futura proiezione ci contatti.

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un documentario di Marco Monfredini e Matteo Silvan
con Valentina De Luca, Michele Galasso, Marco Monfredini, Elisa Spagone e con

e con Islam Sirafy, Madeleen H.Said, Anas Jammal, Marh Arafat, Hakeem Meskawe, Mervat Abuhijleh, Hala Hashem Abu Assan, Mhmmad Brahme, Ameer Gotcha, Shadi Hadia, Mustafa Murar, Adam Dandes, Shahd Hammad, Manal Jrere, Zaina Omer, Mohammed Natsheh, Noor Salah, Mohammed Abu Gharbye, Murad Natsheh, Hamze Sh, Ismail Soboh, Nabeel Al-Rae, Rasmi Arafat, Marina Barham, Abu Akeem, Khames Sirafy, Atallah Sirafy, Turkey

direzione artistica Marco Monfredini

riprese Matteo Silvan

montaggio Marco Monfredini, Matteo Silvan

durata 65 minuti

produzione Anticamera Teatro Italia | Palestina 2017

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Il documentario restituisce sullo schermo l’esperienza teatrale della compagnia Anticamera Teatro che da diversi anni lavora nei Territori Occupati Palestinesi, portando il teatro nei campi profughi e nei centri culturali palestinesi tra i giovani e gli adulti.

Il film si concentra sulle possibilità.

Ogni strada è un possibile cammino. Ogni cammino è uno sguardo che si perde all’orizzonte. Ogni forma d’arte è un tentativo di scoperta.

Come può l’occhio di una camera restituire la complessità delle esperienze e delle relazioni umane e artistiche che nascono da un lavoro teatrale? Come si può raccontare un Paese che sale alla ribalta della cronaca esclusivamente per i conflitti, da un punto di vista differente ?

Il più ambizioso tentativo è stato ricercare l’invisibile agli occhi degli altri.

Ma se è invisibile, com’è possibile vederlo?

Cambiando occhi, tutto qui.

Sopralluoghi in Palestina 02/2017

Pubblicato: 6 febbraio 2017 in Uncategorized

Sulle orme di Pier Paolo Pasolini(!) dal 16 al 20 febbraio 2017 torneremo nei Territori Occupati Palestinesi per fare

sopralluoghi, incontrare associazioni, persone e vecchi amici e collaboratori e immaginare, studiare e organizzare

BORDERMINDPROJEC#4 | Stories

la nuova tappa del consolidato progetto di collaborazione con l’associazione palestinese YDA.

Seguici anche su www.anticamera.com

PER NON PERDERMI è stato selezionato da LAVORI IN CORTO e ASSOCIAZIONE MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA e sarà proiettato nella categoria fuori concorso

Sabato 5 novembre presso Via Baltea 3 ore 21

Edizione rivolta alle tematiche della libertà, della reclusione e dei diritti ad essa connessi.

https://www.facebook.com/events/314052092304685/

http://www.lavoriincorto.it

E’ in fase di montaggio il documentario girato attorno all’esperienza di

BORDERMINDPROJECT#3 | nuove transizioni nei Territori Occupati Palestinesi

La mole di riprese è tanta, la voglia di raccontare è alta.

Frame by frame stiamo arrivando.

 

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